Nel mese di luglio 1996, l’Ingegnere De Tomaso richiese legittimamente la restituzione delle automobili e dei motori della Collezione del Museo. La Maserati accettò la richiesta, ma acquistò parte della Collezione composta di 15 motori, che quindi rimasero esposti all’interno dell’Azienda modenese, mentre la Collezione delle 19 automobili, su indicazione di De Tomaso, partì per l’Inghilterra per essere venduta all’asta a Londra. Vendita organizzata dalla casa d’aste Brooks e prevista per il 2 dicembre 1996.
La notizia della vendita delle automobili, che avrebbe causato la totale dispersione di un patrimonio storico fondamentale per la città di Modena, mise in allerta gli appassionati e le autorità e il 18 ottobre 1996 venne lanciato l’allarme.
Il problema venne esposto alla famiglia Panini e Umberto Panini si attivò immediatamente per scongiurare la dispersione delle automobili storiche Maserati. Grazie quindi all’intervento della famiglia Panini, poco prima della fatidica data, la casa d’aste Brooks annunciava che la Collezione Maserati veniva ritirata dall’asta per tornare nella città di origine, ospitata nei locali di proprietà della famiglia Panini.














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